Il Circo della Farfalla

Sammy è un bambino curioso che viaggia con la sua famiglia adottiva di circensi; tiene in mano un prezioso barattolo che contiene un piccolo bruco e qualche foglia di insalata. Durante il viaggio verso la prossima meta del circo vede un cartello che indica un altro circo, e chiede così di poterlo visitare. Ottenuto il consenso di Mr Mendez, l’affascinante e misterioso capo del circo, tutta la carovana si reca a far visita al tendone e scopre che qui l’attrazione è costituita dall’esposizione di uomini e donne strane, brutte, deformi, a cui la vita ha negato la “normalità”. Tra queste Will, un uomo senza arti, che viene presentato come l’attrazione principale del circo. Tra le risa, l’ilarità, la curiosità, lo sdegno e i commenti dei visitatori, solo Mr Mendez si avvicina: pensa sia magnifico. Will appare attonito, per la prima volta, forse, qualcuno è così vicino a lui: l’unica reazione possibile per lui, un uomo per il quale la vicinanza è sempre stata pericolosa, è sputargli in faccia. Solo più tardi scopre l’identità di quell’uomo che gli si era tanto avvicinato, e decide di seguirlo: forse in Will si è accesa la speranza di poter cambiare. Nel nuovo circo di Mr Mendez, dove tanti uomini ballano, ridono, giocano, lavorano, Will è sicuro di trovare un posto, in fondo la sua diversità, la sua obbrobriosa deformità gli garantirà un ruolo in prima linea: ma così non è. Mr Mendez non accetta “fenomeni da baraccone”, ma accoglie persone. E così Will entra a far parte della carovana, senza un ruolo, spettatore estasiato, sconvolto e assorto nello scoprire che esiste un mondo nel quale ci si può mettere in mostra non per i propri limiti, ma per le proprie risorse. Un mondo nel quale le competenze sono molto più importanti delle incompetenze, un mondo nel quale ognuno, nella sua diversità, ha un posto. Ma Will desidera un ruolo, quello che lui conosce comincia a non avere più un senso; lui però, considerato da sempre un povero storpio, non sa cosa può essere la sua vita se non la vive come fenomeno da baraccone, guardato da tutti, mai avvicinato, sempre deriso, mai ascoltato. E così è Mr Mendez, interrogato da Will sulle sue possibilità nel circo, a spiegargli, con una semplicità disarmante, che ognuno è ciò che crede di essere, e che forse è più difficile trovare un nuovo ruolo quando nessuno ha insegnato un modo diverso per potersi vedere. Poche parole, poche spiegazioni. E quando Will chiede come farà lui, a cui la natura non ha regalato proprio nessuna risorsa, a trovare un modo nuovo di vedersi, Mr Mendez risponde “Più grande è la lotta, più glorioso è il trionfo”. Will non comprende subito quelle parole, non conosce le storie di quegli uomini che ora appaiono così vincenti, forti, uniti nel gruppo, ma dopo qualche giorno, è lui stesso a sperimentare una parte di sé stesso che non conosceva: In un giorno di riposo, mentre tutti si divertono al fiume, Will è l’unico che non può godere della compagnia, non è in grado di raggiungere l’altra riva, né di nuotare. Chiede e chiede aiuto, ma nessuno gli risponde. E così pensa di potercela fare da solo, dopo essere caduto si rialza, con quel moncherino di piede che per tanto tempo ha ritenuto inutile. Ma poi Will cade, cade in acqua, soffoca, l’acqua entra nei polmoni. Forse da soli è proprio difficile rialzarsi. Mentre tutti, spaventati, cercano Will disperatamente, lui riemerge dall’acqua, felice: ha ora capito le parole di Mr Mendez: è possibile trovare un modo nuovo per aiutarsi,per scoprire e utilizzare le proprie risorse, anche quando tutto e tutti non hanno fatto altro che indicarci che così non è. Will ha un nuovo posto, un nuovo mondo, una nuova possibilità: e così nel suo stupore, nella sua gioia, nella sua paura per quello che lo attende, Will trova una nuova occasione. E Sammy, con lo stesso stupore, la stessa gioia, la stessa paura, un giorno, riaprendo il suo barattolino, scopre che il suo adorato bruco non c’è più: ne è volata via una bellissima farfalla. (wikipedia)

La vita dell’attore che interpreta Will è davvero una sorpresa. Non c’è trucco, Nick Vujicic è veramente privo di arti; si è laureato in economia e tiene conferenze ‘motivazionali’, cioè insegna alla gente come mostrare il lato migliore di sé o dei prodotti da vendere. È cristiano e predica la sua fede con grande fervore… e il film stesso a cui ha preso parte è una dimostrazione delle sue convinzioni…

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